ARTICOLO
09.02.2026
Social Soil Crisis: Why Organizations Deplete but Don’t Nourish
Di Vibhas Ratanjee – Forbes
09.02.2026
Social Soil Crisis: Why Organizations Deplete but Don’t Nourish
Di Vibhas Ratanjee – Forbes
L’articolo parte da una constatazione netta: molte organizzazioni estraggono più di quanto nutrono.
L’autore utilizza la metafora del social soil (il “terreno sociale”) per descrivere l’insieme di condizioni relazionali, culturali, emotive ed energetiche in cui le persone lavorano ogni giorno. Così come un terreno impoverito può continuare a produrre per un po’, ma perde progressivamente fertilità, allo stesso modo molte organizzazioni continuano a funzionare consumando risorse umane ed emotive, senza nutrirle.
Uno dei punti centrali è che questa dinamica non riguarda solo il benessere individuale, ma ha effetti sistemici:
Un passaggio particolarmente rilevante riguarda la leadership.
L’autore sottolinea che anche i leader pagano questo prezzo, spesso in forme difficili da nominare: non solo sovraccarico, ma una sorta di appiattimento interiore. I modelli estrattivi, infatti, svuotano progressivamente la capacità di giudizio e discernimento, molto prima che i loro effetti diventino visibili nella cultura organizzativa.
Da qui nasce una riflessione cruciale: molte strategie di cambiamento falliscono non perché manchi conoscenza o competenza, ma perché restano intatti gli assunti di fondo su cui le organizzazioni continuano a operare. Anche quando i leader riconoscono che qualcosa è “rotto”, il sistema tende a riprodurre se stesso.
L’articolo apre quindi a una domanda più profonda, che l’autore annuncia come centrale nei contributi successivi: non è solo una questione di strategia, ma di livello di consapevolezza.
E proprio la consapevolezza – individuale e collettiva – è spesso il tema più difficile da nominare apertamente nelle organizzazioni, pur essendo quello decisivo per rigenerare il “terreno sociale”.

