RICERCHE
13.02.2025
European Workforce Study 2025
Di Great Place To Work
L’Italia si colloca all’ultimo posto in Europa per il livello di soddisfazione dei lavoratori, con solo il 43% dei dipendenti che considera la propria azienda un eccellente luogo di lavoro, rispetto a una media europea del 59%. Questo dato emerge dal report European Workforce Study 2025 di Great Place to Work, che mette in luce le principali tendenze e sfide nel mondo del lavoro europeo.
Uno dei risultati più significativi riguarda l’impatto della cultura aziendale sulla produttività, più elevata nei Paesi con una forza lavoro più soddisfatta. L’Europa, sotto questa prospettiva, appare divisa: i Paesi dell’Europa settentrionale, come Danimarca, Paesi Bassi e Norvegia, vantano ambienti lavorativi più positivi rispetto a quelli dell’Europa meridionale.
Il report evidenzia inoltre che la qualità della leadership è il principale fattore che differenzia l’efficacia della forza lavoro. Una leadership basata sulla fiducia, sull’equità e sul rispetto migliora significativamente la soddisfazione e la fidelizzazione dei lavoratori. In Francia, Polonia, Grecia e Italia, però, meno del 50% dei lavoratori percepisce una leadership di alta qualità.
Un altro aspetto critico è la percezione di scarso riconoscimento da parte del management. Molti, soprattutto tra il middle management, non si sentono valorizzati e credono di non ricevere un compenso equo per il proprio lavoro.
Il report analizza anche l’impatto di trend come il lavoro ibrido e l’adozione dell’intelligenza artificiale. Mentre il lavoro ibrido è sempre più diffuso e migliora la fidelizzazione dei dipendenti, solo il 25% delle organizzazioni europee sta investendo in strumenti di IA, e spesso vi è un divario di conoscenza tra dirigenti e lavoratori su questo tema.
Infine, il report sottolinea l’importanza della sicurezza psicologica sul luogo di lavoro, un fattore cruciale per promuovere l’innovazione e la produttività. Anche in questo caso, i Paesi dell’Europa settentrionale si distinguono positivamente, mentre Italia, Francia e Polonia risultano in ritardo.
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