Raccontaci di te

Dal 2018 ricopro il ruolo di HR & Welfare Manager in The Ad Store Italia, dove sono entrata nel 2000 dopo la laurea in Lettere Moderne all’Università di Parma e diverse esperienze come responsabile ufficio stampa.

Cos’è WE?


Ogni persona per noi è un patrimonio di competenze assolutamente unico e distintivo, che abbiamo la responsabilità di riconoscere, ma soprattutto di ascoltare. Per questo WE: perché in quelle due lettere è racchiuso il nostro valore più grande, le persone. Ed è da qui che inizia la nostra Human Revolution: un percorso in continua evoluzione che mette al centro ogni talento della nostra agenzia in un dialogo costante, che inizia dall’ascolto proattivo, per dare forma a iniziative, servizi e azioni costruite su misura di ogni specifica esigenza, combinate con un programma di formazione e coaching.

Qual è stato l’innesco che ha avviato il tuo progetto? Da dove è nata l’idea? 

Tutto parte dall’ascolto. Abbiamo ascoltato, ascoltato e ancora ascoltato per conoscere sempre di più e sempre più profondamente le nostre persone, i loro desideri, le loro difficoltà e chiedendoci cosa potevamo fare per migliorare.

Nel 2020 in fase pandemica abbiamo organizzato incontri, call singole e di team, monitoraggi, staff pulse survey rivolto al team di tutto il network internazionale. Nel 2021 invece una survey approfondita al team, team meeting (giornate intere dedicate ai team dell’agenzia), meeting one to one (colloqui singoli della durata di 1 ora con direzione e CHO), survey di ascolto online dedicata a tutti i clienti.

Abbiamo quindi scelto di orientare i benefit possibili verso l’ambito familiare dei dipendenti e verso un maggiore bilanciamento vita-lavoro

Dall’ascolto sono nate riflessioni ampie e un piano di azioni:

  • prolungamento smart working oltre la fase emergenziale, da strumento di
    distanza sociale a pratica condivisa
  • piattaforma welfare
  • birthday off (il giorno del compleanno ti viene regalato!)
  • bonus bebè (per le neo mamme e anche per i neo papà)
  • pet bonus (per chi decide di adottare un nuovo pet in famiglia)
  • bio lunch (benefit pranzo a Km zero, consegnato quotidianamente in agenzia)
  • biblioteca e book sharing
  • formazione continua (soft & hard skill)

Inoltre grazie a un comitato interno battezzato YES, WE AD, partecipato da dipendenti e proprietà insieme, vengono  tracciate le linee di azione e i progetti verso cui indirizzare le energie e le risorse, per migliorare l’impatto positivo sulle vite di chi lavora in agenzia e per generare valore in termini sociali e relazionali, farsi dunque moltiplicatori di impatto anche all’esterno.

Descrivici il contesto in cui il progetto ha preso vita

The Ad Store Italia è l’agenzia pubblicitaria italiana alla guida del network internazionale The Ad Store. L’agenzia conta 35 persone tra dipendenti e collaboratori, la maggior parte donne (66%), con un’età media di 35 anni che si  abbassa ulteriormente se teniamo in considerazione i tirocinanti universitari e ancor più se consideriamo i programmi attuati con l’alternanza scuola lavoro. Sono entrambi leve forti, sulle quali l’agenzia crede e sta investendo molto.

Cosa vi ha guidati nella progettazione?


I bisogni delle nostre persone principalmente, che sono diversi, a seconda dell’età, dello stato di famiglia, dell’inclinazione, delle abitudini di ognuno. Per questo sono state messe in campo azioni concrete e “tailor made”.
Grande investimento è stato fatto anche sulla formazione dedicata alle soft skill e al coaching. Ogni processo gestionale e organizzativo viene discusso prima, durante e dopo e viene eventualmente calibrato in corso d’opera.

La pandemia ha rischiato di travolgere la comunicazione diretta ed empatica che ci contraddistingue da sempre e sulla quale abbiamo sempre puntato. Eravamo già pronti al lavoro a distanza ma il rischio era di dare spazio solo al lavoro, impoverendo le relazioni.

Anche durante il lockdown abbiamo creato team di lavoro che potessero avere momenti di svago virtuali, monitorato sempre lo stato d’animo, le paure e le tensioni con un’intensificazione delle attività di engagement interno.

Due i driver principali del nostro progetto:

1. Perfezionare il prototipo, rendendolo ogni giorno sempre più allineato alla nostra realtà, “cucito” su di NOI, senza mai smettere di ascoltare con consapevolezza e apertura.

Lo scopo primario è stato sempre migliorare la vita di chiunque faccia parte del nostro team

2. Essere l’esempio con i clienti, con i nostri fornitori, con gli stakeholder, con la comunità. Volevamo più che mai tener fede al nostro purpose:  We are the Human Network. Together, we work to create authentic relationships between brands and  people. With our ideas, we want to multiply positive impacts — for us, for our clients, for our people. We believe in #CreativityForHumans, developing purpose-based communication that starts with listening and brings good results. 

Cosa prevedeva il piano operativo? 

  • Mappatura di tutte le azioni fatte negli ultimi anni
  • Realizzazione del nostro primo Human Report: un bilancio sui generis che sarà studiato e tagliato su di NOI, seguendo l’ossatura degli SDG dell’Agenda 2030
  • Adesione al network Fondazione Sodalitas con cui collaboreremo per mettere a sistema le future azioni di CSR e volontariato di impresa
  • Coinvolgimento attivo della direzione, la responsabile della formazione, il team dei director e il Comitato Yes We Ad.

Come hai disegnato il “selling interno”?


Ho trovato apertura e appoggio a tutti i livelli, a partire dal vertice. Non ci sono state barriere od ostacoli particolari: tutti riconoscono e apprezzano la strada intrapresa e la volontà di proseguire è di tutti. Il linguaggio utilizzato è stato volutamente semplice, pragmatico e scientifico, basato su evidenze e ricerche che provano, senza ombra di dubbio, che stare bene lavorando non solo si può ma si deve fare. Inoltre, non sono l’unica CHO presente in agenzia: il lavoro è condiviso con Angela Melegari, anche lei CHO, nel ruolo di International Coordinator e responsabile della formazione che trasmetterà il nostro modello anche alle altre agenzie del gruppo.

La sincerità, suffragata dai dati, paga in tutti i sensi

Il prototipo ha agito, e continuerà ad agire su tutte le dimensioni dell’ORG+. Certamente questo ha rappresentato un elemento cruciale fin dai primi passi del progetto, agli occhi degli apicali. Alcune azioni erano già state messe in campo, c’era una certa sensibilità sulle tematiche legate alla Scienza della felicità, ma non ne eravamo del tutto coscienti. La dimensione della Corporate Happiness è stata la scintilla che ha acceso l’interesse di tutti.

Come misurare i risultati ottenuti e cosa cambierà, secondo te, a livello di comportamenti? 

Stiamo misurando ogni azione messa in campo con survey, meeting per settore e colloqui one to one. I comportamenti sono già cambiati: c’è più scambio, più coraggio, più dialogo e più collaborazione da parte di tutti.

Stiamo inoltre già pianificando su quali aree puntare quest’anno (2022) chiedendo spunti e input direttamente ai dipendenti.

Su quali forze hai potuto far leva per realizzare il progetto? 


Al momento sono tutti ottimisti. Possiamo contare sull’energia di tutti, verticalmente e orizzontalmente. Sicuramente svilupperemo due aree che ci aiuteranno ulteriormente nel percorso:

  1. Ripensamento, riorganizzazione e valorizzazione degli spazi e loro gestione
  2. Incremento delle attività culturali e di gruppo

I primi segnali del successo…


Il 100% dei dipendenti ha dato punteggio tra 4 e 5 alle azioni messe in campo sia in ambito welfare che in quello della formazione (la scala andava da 1 a 5). Il 95% dei colleghi ha dato punteggi massimi al proprio stato di soddisfazione, coinvolgimento e motivazione in ambito lavorativo. Il 100% ha risposto che la strada intrapresa è quella giusta.

Ascoltare, ideare su misura, attuare con delicatezza e lungimiranza, unitamente alla certezza che è un progetto che non finirà mai, sono i segreti del nostro successo

Carlotta Varga

www.adstore.it

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