PROTOTIPO

Smile Working

Di Marilù Carnesi

Chi è Marilù Carnesi?

Sono una Psicologa, Psicoterapeuta , Arteterapeuta, Soft Skills Trainer, Business Coaching Psychologist. Genio Positivo e Chief Happiness Officer, integro tutti gli aspetti del mio profilo professionale per potenziare e supportare i professionisti che seguo nel mio lavoro. Sono curiosa della vita e di tutto ciò che è innovativo.
Ho sempre uno sguardo orientato al futuro e a tutto ciò che può portare beneficio alla vita delle persone che scelgono di avvalersi del mio supporto.

In cosa consiste il progetto Smile Working?

Dedicato a tutti i professionisti che lavorano in smart working per diverse motivazioni, il progetto nasce dall’idea di creare una pratica di positive organization che possa sostenere energia, spirito di gruppo, motivazione, coinvolgimento dei collaboratori, nonostante la distanza fisica. È dimostrato che le persone che lavorano in smart working potrebbero sentirsi isolate e vivere una sorta di senso di abbandono, con conseguenze su produttività e coinvolgimento.
Le organizzazioni hanno bisogno di trovare il giusto equilibrio tra “people e task” lavorando anche sulla relazione.

Il capitale sociale è la nostra più grande risorsa. Un clima di lavoro positivo è determinante per i risultati e la sostenibilità del business

Smile Working enfatizza le interazioni tra gli individui dell’organizzazione, lavorando su tre dimensioni:
1. Migliorare il rapporto tra colleghi, anche a distanza, attraverso momenti di condivisione attiva, al di là delle solite riunioni virtuali.

La chiacchierata davanti alla macchinetta del caffè, è un momento topico e leggero per nutrire relazioni significative e costruttive, facilitando la creazione di team coesi e collaborativi

2. Sviluppare motivazione e collaborazione
L’obiettivo di ogni organizzazione è motivare le persone ad essere più produttive insieme.  (Jurgen Appelo, Managing for happiness, 2016).

La maggior parte delle aziende si focalizza sugli incentivi economici ma persone motivate estrinsecamente non sono necessariamente coinvolte e coinvolte anche intrinsecamente.

3) Migliorare il clima di squadra e l’engagement
Le persone che alimentano emozioni positive vivono più a lungo e in migliori condizioni di salute, hanno relazioni interpersonali e risultati  professionali migliori.

Il P.E.R.M.A MODEL di Seligman cita l’engagement come elemento fondamentale per la buona riuscita di un’organizzazione e lo descrive come “stare nel flow” e quindi alimentare la chimica positiva (Martin Seligman, Fai fiorire la tua vita. Una nuova, rivoluzionaria visione della felicità e del benessere, 2021).

Smile working prevede una serie di attività quotidiane secondo un programma stabilito e condiviso. Dopo aver condotto un sondaggio sulle abitudini dell’azienda si propongono pratiche positive per lo scambio sociale come, ad esempio “Coffee imminent”, un momento di scambio virtuale davanti ad un caffè, “Let’s celebrate” del venerdì, dove si celebra la settimana, successi ed insuccessi, su una piattaforma comune (whatsapp, Slak, Trello, ecc).

Una volta a settimana viene monitorato, attraverso un sondaggio, l’andamento emotivo e il livello di previsione personale sulla settimana lavorativa.

Il progetto si conclude con un’attività di team working dal vivo, per suggellare la relazione con la creazione di un prodotto concreto (ad es. totem, mandala, cartellone, video). Questa attività, ancora il percorso ad un “fare” comune, creando qualcosa di concreto, che resti nella memoria.

Il processo dura un mese, e prevede un follow up dopo un trimestre, dalla fine del progetto.

Come hai rivisto il tuo contesto professionale dopo la certificazione?


La certificazione ha chiarito le competenze necessarie per creare ambienti organizzativi stimolanti e arricchenti. Il Manifesto CHO e la Positive Leadership e Positive Organization hanno facilitato una nuova visione del mio ruolo in azienda

Il mio bagaglio aveva bisogno di essere arricchito di strumenti, utili a dare consistenza a ciò che, fino a quel momento, avevo utilizzato in maniera spontanea, e sfruttando le mie intuizioni

Ho guardato a CiEffe con occhi nuovi e realizzato che capitale sociale e resilienza, risultavano poco valorizzati. Il rischio di un’organizzazione è spesso quello di orientarsi agli obiettivi di business e poco alle relazioni interne, creando turn over e demotivazione.

Pensare al benessere di tutte le persone che vivono l’azienda è come respirare aria nuova, necessaria per crescere non solo nel business ma anche nell’impatto sociale

Da dove è nata l’idea Smile Working?

L’idea è nata durante il lock down e l’attivazione massiva del lavoro in modalità smart.

Sentivo l’urgenza di ideare uno strumento da proporre alle aziende, per facilitare comunicazione e relazione tra le persone, nonostante la distanza fisica

La solitudine che ogni professionista ha sentito, con la lontananza dal luogo di lavoro ha disorientamento, anche rispetto ad una nuova gestione del proprio tempo. La mancanza di un confronto fisico con i colleghi ha condizionato lo stato emotivo e ha impattato sul benessere. Il bisogno di AFFILIAZIONE e di MOTIVAZIONE sono vitali per non perdere le persone.

Osservatorio del Politecnico di Milano 2019 _ In Italia si stimano 570 mila smart worker. 

Wired N. 93 2020 _ 58% nelle grandi aziende, 12% nelle PMI e 16% negli uffici pubblici.

In quale realtà hai sperimentato il tuo prototipo?

É stato testato su un’azienda di Consulenza e formazione soft skills. Hanno partecipato al progetto 12 collaboratori per un mese. Il questionario di gradimento finale ha evidenziato un miglioramento della relazione tra colleghi e con le figure di responsabilità, oltre alla richiesta di inserire nella routine lavorativa alcune attività del percorso.
Quando abbiamo iniziato, l’azienda presentava già una buona apertura a strategie innovative, Smile working è stata vissuta come opportunità per ravvivare quanto già in essere: buon clima di gruppo, sistema di relazioni attive, in ottica sostenibilità in caso di smart working prolungato.

Come hai attuato il progetto in concreto? 

Il progetto prevede 8 passaggi, nell’arco di 6 mesi con un follow up dopo circa sei mesi.

SMILE TEST. Misura la soddisfazione del rapporto con il datore di lavoro e tra colleghi. La “fotografia” del contesto serve per comprendere le dinamiche del gruppo e per accompagnarlo poi efficacemente.

COLLOQUI ONE TO ONE. Per raccogliere le aspettative e restituire i risultati del test.

Un passaggio importantissimo per la buona riuscita del progetto. L’approccio “taylor made” permette l’aderenza perfetta delle attività rispetto allo stile dell’azienda

PLENARIA SU PIATTAFORMA. Fondamentale far scegliere lo strumento più utilizzato in azienda, per far sì che tutti possano partecipare alle attività da remoto, che vengono calendarizzate.

ROUTINE del BENESSERE. Rito iniziale per iniziare ogni giornata favorendo la chimica positiva (uno dei quattro pilastri della Felicità) e allentando la tensione.

COFFEE IMMINENT. Pausa caffè virtuale.

LET’S CELEBRATE. Una parola, un’immagine o una riflessione che descriva la  settimana e da condividere con i colleghi.

TEAMWORKING. Lavoro dal vivo che accoglie e sottolinea l’importanza dei confini ma anche dell’unione che genera il raggiungimento di un obiettivo comune.

SURVEY FINALE .Per valutare, dopo il percorso, il progresso rispetto agli stessi misurati in partenza

FOLLOW UP. A sei mesi dalla fine del progetto, incontro con le singole persone per valutare lo stato di salute dell’organizzazione.

Come hai coinvolto le diverse audience?

Sono partita dagli executive raccontando la finalità dell’esperienza e i diversi step.

Il consenso da parte di tutti, soprattutto di chi guida l’organizzazione, è cruciale per raggiungere risultati efficaci ed omogenei

Per le presentazioni ho scelto un linguaggio informale, chiaro e concreto. Ho voluto trasferire la delicatezza del progetto per facilitare la comprensione che nulla funziona se vissuto come una “forzatura”. Ho anche condiviso alcune ricerche per dare solidità al progetto.

Su quale delle 4 dimensioni dell’ORG+ti sei focalizzata?


Positive Leadership e Positive Organization sono le due dimensioni che più hanno orientato il processo di progettazione. Ho cercato di lavorare principalmente sulle mie competenze comunicative, per accogliere sapientemente e orientare il momento che il team stava attraversando. Lavorare sulla seconda dimensione è stata una necessità, per poter affrontare il momento complesso e per proporre una modalità insolita di vivere l’organizzazione e nell’organizzazione.

Dove hai speso maggiormente le tue energie?


L’ostacolo principale nei percorsi orientati alla Felicità è lo scetticismo rispetto alla reale resa sulla produttività. Normalmente guidano gli obiettivi di fatturato e la corsa al raggiungimento dei target. La validità dei processi volti a potenziare il lato emotivo del team vengono vissuti come secondari.

La proposta deve sempre partire da un bisogno reale e percepito dalle figure apicali

Che risultati hai celebrato?

Questo progetto è stato pioniere di una nuova modalità di vivere lo smart working , con maggior fiducia nei confronti del lavoro agile. La pandemia ha fornito l’opportunità, in primis alle figure di responsabilità, di abbassare il livello di controllo. Per alcuni ha creato tensioni e fatto emergere insicurezze di fondo.

La possibilità di eseguire i propri compiti e di raggiungere gli obiettivi settimanali in modalità diversa, ha spalancato le porte ad un nuovo modo di fare business. Da una parte manager ed executive hanno dovuto sperimentare la fiducia intelligente, i collaboratori, dall’altra, si sono responsabilizzati, reinventando il proprio modo di lavorare e di ricreare a casa uno spazio di lavoro

C’è ancora molta strada da percorrere!  Per questo spero che il progetto Smile Working sia sempre di più un seme di felicità produttiva da seminare ovunque.

Marilù Carnesi
https://www.cieffeconsulting.com/smile-working/

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