PROTOTIPO

Se puoi sognarlo, puoi farlo! Ovvero come si passa da un sogno, ad una realtà!

Di Monica Masetti

Chi è Monica Masetti?

Sono Monica Masetti, HR Director di Chiesi España.

Com’è cambiata la visione del lavoro e delle organizzazioni grazie alla certificazione in CHO?

Sinceramente non è cambiata: ho sempre vissuto l’azienda come un luogo di vita e di evoluzione, ma certamente questo vissuto si é rafforzato, confermato e soprattutto arricchito di tanti stimoli e strumenti concreti per poter far sì che da un vissuto personale si possa passare ad un vero e proprio impatto nell’organizzazione.

Il corso mi ha dato la struttura che mi mancava per passare dal Sogno alla Realtà.

Il cammino é solo all’inizio, ma l’importante é fare il primo passo.

Soprattutto mi ha fatto capire come il vero impatto si poteva creare solo lavorando la dimensione della positività in termini strategici.

Terminata la certificazione, qual è stato il focus del tuo primo miglio?

Dopo la certificazione ho avviato una prima iniziativa: ho proposto una riflessione sul tema del purpose di vita al mio TEAM e visto l’impatto positivo ora metterò tale possibilità in “catalogo formativo” alla sezione SELF.

L’idea é poi di accompagnare la scoperta del proprio proposito di vita con quello professionale.

Iniziativa aperta a tutti… senza nessun fine e questo è il bello, se non quello di regalare lo spazio per una riflessione.

Ma l’idea forte che avevo era quella di inserire il tema dell’Organizzazione Positiva come obiettivo all’interno del nostro piano strategico a 5 anni e ora posso dire: CE L’HO FATTAAAAAAAAAAAA!!!

“Ser una organizacion positiva” é ora uno degli obiettivi indicati nel nostro piano strategico!

Appartiene al cluster `PEOPLE` ma sarà sviluppato cross funzionalmente e questo per me é il vero successo: che il comitato di Direzione abbia sposato l’idea e decida di lavorarci concretamente!!!

Quali sono state le prime azioni concrete e le iniziative che hai implementato?

L’unica iniziativa concreta é quella legata al proposito.

La declinazione in azioni per evolvere poco a poco verso l’essere una Org+ avverrà a breve.

Quali sono state le principali difficoltà o gli ostacoli che hai incontrato e come li hai superati?

La verità: l’ostacolo principale é stato superare il MIO pregiudizio che “gli altri” non avrebbero capito e sarebbero stati scettici, quindi non valeva la pena provarci per poi deludersi.

Grande lezione!

Occorre avere più fiducia negli altri e seminare, condividendo, senza l’ambizione di convincere o evangelizzare nessuno.

Nei mesi scorsi ho parlato molto apertamente con i miei colleghi del comitato di Direzione: della mia visione di Org+, delle mie pratiche di benessere, della mia certificazione.

Ho condiviso con convinzione e tranquillità e mi pare di aver creato un effetto contagio, perché quando é stato il momento di proporlo come obiettivo a lungo termine, tutti l’hanno visto chiaramente.

Ora il vertice é onboard, la sfida sarà “contagiare” tutta l’organizzazione.

Quali sono i prossimi passi?

Il prossimo passo é declinare il proposito “diventare una Org+” in obiettivi concreti e verificabili da KPI.

Per farlo ho creato un gruppo di altri 2 direttori di Comitato di Direzione che si sono proposti volontari di aiutarmi.

Una volta definito il WHY, vogliamo che l’HOW sia creato da nostri collaboratori lavorando in modalità Agile.

Io sarò lo sponsor, spiegherò loro di cosa si tratta ma poi le iniziative vorrei che emergessero bottom up.

Un passo che vorrei comunque fare immediatamente é utilizzare la survey sulle Org+ per capire qual è lo stato attuale dell’azienda e misurarla periodicamente.

Cosa vorresti raccontarci tra un anno?

Fare un elenco dell’iniziative fatte… e mostrare la metrica migliorata 🙂 per essere magari una delle testimonianze della vostra trentesima edizione. Partirò gridando: SI…PUÓ … FAREEEEEEEEE!!

Cosa diresti ai tuoi colleghi per convincerli che vale la pena investire sul benessere delle persone e che ha senso iniziare a costruire organizzazioni positive?

Direi poco: amo più i fatti delle parole.

Come ho fatto con il comitato di direzione: anziché catechizzarli ho mostrato come vivevo, ciò che praticavo.

Credo che l’esempio sia la modalitá piú lieve e al contempo possente di influenzamento.

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