PROTOTIPO

CHO, segni particolari: donatori di felicità!

Di Francesca Larocca

Chi è Francesca Larocca?

Sono Business Analyst, Happiness Ambassador e CHO in Hp.

Com’è cambiata la visione del lavoro e delle organizzazioni grazie alla certificazione in CHO?

La frase giusta per questa domanda in termini di visione, dopo il corso di CHO è: “Si è aperto un mondo”, una visione decisamente molto più ampia e direi anche più limpida.

Quello che era irragiungibile, è ora raggiungibile.

Quello che sembrava essere un modo di vivere il lavoro, di pochi, cercando di renderlo più disteso, positivo, confortevole ed anche divertente dove mettere al centro le persone e farle fiorire tra i loro talenti e abilità, è ora una strategia coerente di business percorribile nelle aziende.

Le organizzazioni possono veramente essere trasformate in luoghi di relazione e lavoro, benessere individuale e organizzativo.

Creare dei veri e propri modelli ecosistemici.

Parliamo di un reale cambiamento fattibile e applicabile, ovvero, di trasformazione culturale.

Quello che era, quindi, un ideale è ora un’idea che si può realizzare, perchè è vero che la felicità non è soltanto un’emozione ma è una meta-competenza che possiamo allenare e coltivare tutti i giorni attraverso delle buone pratiche positive, un passo alla volta.

E tutti, ma proprio tutti, in un’azienda possono essere gli attori di tale “allenamento” e trasformazione indipendentemente dal proprio Job title.

Terminata la certificazione, qual è stato il focus del tuo primo miglio?

Prima di iniziare il corso di CHO mi sono certificata, all’interno della mia azienda, come Happiness Ambassador.

Il tema Felicità era già un tema molto considerato dalla mia azienda tanto da creare al suo interno delle figure che potessero essere ambasciatori/ambasciatrici per diffondere la felicità al lavoro.

Un Happiness Ambassador è un volontario appassionato che ha acquisito conoscenze e strumenti per rendere più felice la propria organizzazione, il proprio team, cercando di coinvolgere più colleghi possibili anche attraverso eventi e la realizzazione di progetti.

Oggi possiamo vantare di una Happiness Ambassador Academy con la quale eroghiamo corsi sulla felicità e sul benessere sia individuale che in ambito aziendale.

Grazie alla mia certificazione CHO, rilasciata da 2BHappy Agency,  sono tra i docenti dell’Academy  ed è stato emozionante presentare il mio primo corso su un tema a me assai caro: “come motivare un team attraverso la comunicazione non violenta” (la “positive communication”).

Oggi abbiamo una community di 350 Happiness Ambassador e contiamo di arrivare, entro il 2021, a 500 persone.

Dal momento che la comunità sta crescendo abbiamo creato una Happiness@Work Community tra cui sono anche tra i coordinatori.

La gestione della Community è un’altra attività che sto seguendo con grande impegno e dedizione, è stato così divertente organizzare la nostra prima challenge: “creare un nuovo logo per la comunità”.

E’ sorprendente quanti Loghi abbiamo ricevuto in pochissimo tempo e con quanta creatività.

Oltre a queste attività abbiamo creato un gruppo di Happiness Amabassador Hp Italia con a bordo 36 persone con le quali condividiamo calendari sulla felicità, buone pratiche positive da seguire ogni giorno sul posto di lavoro, articoli e post sulla felicità e benessere aziendale.

Essendo anche il consigliere del direttivo CRAL (Centro Ricreativo Aziendale per i Lavoratori) della mia azienda, anche qui ho portato diversi progetti per diffondere una cultura felice: ad Aprile abbiamo proposto a tutti i soci un evento di yoga della risata e a Maggio un tour virtuale alla scoperta della felicità dell’arte urbana coinvolgendo altri colleghi CHO e Geni Positivi.

Diciamo che dove posso operare come CHO io vado dritta al punto!

Un anno fa, durante il lockdown, sempre come CRAL ho presentato il progetto:

“Andrà tutto bene”: ogni socio ha condiviso con tutti gli altri colleghi delle attività che potessero essere di intrattenimento per portare un velo di positività e mettere al centro le proprie abilità.

Abbiamo scoperto tantissimi colleghi fantasiosi e super creativi: pasticceri, artisti, musicisti, poeti, esperti del fai da te e molto altro.

Abbiamo condiviso con gioia le nostre emozioni  e ci siamo sentiti decisamente meno distanti!

Nel team EMEA, invece, ho portato un progetto “PEOPLE PROJECT” organizzando delle riunioni online per staccare la spina e per continuare a far parte di un team.

Abbiamo condiviso tante attività e giochi virtuali come la caccia al tesoro online, una music challenge, momenti di confronto condividendo i nostri hobby ecc…

Quali sono state le principali difficoltà o gli ostacoli che hai incontrato e come li hai superati?

Devo chiarire un concetto molto importante della mia azienda che vedo divisa in due parti: la parte WW (World Wide) che funziona benissimo, che è molto attenta ai temi di sostenibilità, people, community ed è la parte che ha sponsorizzato l’attività di Happiness Ambassador ma anche altre come le sessioni di Mindfulness, sessioni di training su soft skills ecc..

L’altra parte con cui mi interfaccio ogni giorno è la realtà italiana, dove ho incontrato più ostacoli specialmente lo scetticismo.

Ma una cosa che ho ben compreso è che in questo caso ci vuole tempo, bisogna dare tempo alle persone, bisogna procedere a piccoli passi, decisi e significativi.

Non ho scelto di arrendermi, bensì, di aspettare, pazientare e di procedere in punta di piedi per di dimostrare che è realmente possibile e coinvolgere più persone possibili per creare e sostenere un NOI sempre più ricco, fatto di UMANE persone unite dallo stesso proposito.

Perchè possiamo essere CHO in tutte le situazioni, ma esserlo in comunione con gli altri agendo tutti insieme ci fa vivere senz’altro una vita più ricca, di grande valore, direi anche più felice!

Cosa significa per te essere un CHO?

Ho iniziato questo corso dicendo che un CHO per me è un donatore di felicità e dopo mesi lo riconfermo.

Per me essere un CHO non è soltanto colui che rende possibile una trasformazione culturale nelle organizzazioni, un leader positivo, un complexity thinker oppure che ha una visione sistemica ed integrata delle organizzazioni realizzando futuri sostenibili, un CHO è colui che sa ascoltare con il cuore, è colui che prende per mano le persone e attraverso l’esempio e la coerenza si trasforma in una vera guida.

Oltre al concetto teorico, quindi, c’è un senso molto forte di IDENTITA’ che ti esplode dentro, che ti porta ad essere CHO dentro e fuori all’azienda.

E’ qualcosa che mi appartiene a prescindere dal contesto, ogni luogo è perfetto per operare e per essere un vero GIVER e dove poter mettere a terra i 4 pilastri della felicità:

+chimica positiva – chimica negativa

+ NOI e – IO

+ ESSERE e – fare -avere

+disciplina e -caos!

Ecco perché ho scelto, anche se in realtà ho avvertito il bisogno, di portare il CHO che è in me anche fuori dalla mia azienda, donando me stessa e le mie abilità per il bene comune e lo faccio con amore e passione.

Mi impegno ogni giorno ad essere attiva su Linkedin con messaggi, post e articoli dove parlo di felicità e di benessere aziendale.

Questo è il messaggio più grande che voglio dare a tutti i nuovi CHO, una volta finito il percorso di formazione, voi siete i DONATORI di felicità, siete CHO in tutto e per tutto!

Ripeto, fuori o dentro all’azienda, SIAMO CHO! E si può fare!

Quali saranno i tuoi prossimi passi?

Continuare a realizzare progetti come Happiness Ambassador all’interno della mia azienda e diffondere la cultura della scienza della felicità come CHO con idee e progetti personali sui miei canali social.

Cosa vorresti raccontarci tra un anno?

Mi piacerebbe ritornare da voi per raccontarvi che sono stata riconosciuta esclusivamente come CHO nella mia azienda, poter collaborare con l’ufficio delle Risorse Umane a tempo pieno ed occuparmi solo di progetti di felicità e benessere aziendale.

Fare ciò per cui sento di essere portata, quella che è la mia attitudine di sempre, ossia, prendermi cura delle persone, aiutarle e renderle felici.

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