PROTOTIPO

Al lavoro felici!

Di Diana Nesyn

Raccontaci di te

Ho 33 anni e sono nata in Ucraina. Vivo in Italia da 9 anni e nel 2020 ho ricevuto la certificazione come CHO e ho aperto la società di consulenza “Al lavoro felici!”.

La mia missione è portare un clima di pace, ottimismo e umanità per aiutare le persone ad essere sempre più felici sul lavoro, garantendo così una migliore produttività ed efficienza nell’organizzazione

Come è nata l’idea di Al lavoro felici?

Durante la crisi legata al coronavirus e la conseguente forte incertezza sul futuro, volevo creare una realtà che potesse aiutare altre aziende a trovare armonia, pace e garantire una condizione psicofisica migliore delle persone all’interno dell’organizzazione.

Dopo la certificazione, come hai rivisto il tuo contesto professionale?

Mentre perfezionavo la certificazione, ho ideato e sviluppato il mio modello di consulenza per le aziende, basato sulla scienza della felicità prendendo ispirazione dal metodo di Fredric Laloux in “Reinventare le organizzazioni”.

Quali sono stati i primi passi?

Analizzare e osservare attraverso i dati le variabili significative su cui impostare il mio modello.

  • Ascolto. Il 77% delle persone più qualificate, che contribuiscono maggiormente all’azienda vengono ignorate (ricerca americana, https://lamenteemeravigliosa.it/infelici-sul-lavoro-che-fare/).
    “Al lavoro felici!” è basato su interviste anonime con persone in presenza o da remoto.
  • Sincerità e confidenza. Il 40% dei partecipanti ai sondaggi dichiara di non aver fiducia nell’anonimato (ricerca di Positive sharing). Questo dato ha confermato l’importanza di creare un’intervista anonima, basata sulla fiducia e sul vero interesse.
  • Oggettività. L’intervista alla base del modello è composta da un’analisi strutturata su 5 aree: motivazione delle persone, DNA dell’azienda, benessere delle persone, rapporti interpersonali e valutazione del posto di lavoro.

Raccontaci il primo miglio

“Al lavoro felici!” ha meno di un anno di vita. Durante questo periodo è stata erogata consulenza per diverse tipologie di azienda: un’azienda di sicurezza informatica, una di formazione, un’azienda produttrice di prodotti chimici, uno studio legale e una società di consulenza.

 Quali modelli mentali, organizzativi, culturali hanno ispirato il tuo progetto? 

I dati descrivono una situazione nel nostro paese dove gli individui si sentono sottovalutati o addirittura ignorati. Quasi la metà dei lavoratori (il 43%) vive una situazione di stress almeno una volta alla settimana (La Repubblica, https://www.repubblica.it/economia/miojob/lavoro/2020/07/11/news/stress_da_lavoro_un_italiano_su_due_ne_e_vittima-260847735/)

Da qui gli obiettivi per il mio modello:

  • Misurare il livello di benessere e di felicità, ascoltare ciò che manca;
  • Fornire strumenti e pratiche specifiche per ridurre lo stress al lavoro;
  • Evidenziare i fattori determinanti per il benessere
  • Disegnare un piano di miglioramento personale;
  • Formazione e workshop sulla Scienza della felicità
  • Iniziative sociali (webinar, eventi formativi).

Descrivi il tuo prototipo! 

Al lavoro Felici! è il percorso ideale per qualsiasi organizzazione che voglia prendersi cura delle persone. Per questo le prime conversazioni per presentare il modello sono state con direttori HR o CEO.

  Ho collaborato anche con alcuni i miei colleghi CHO

In ogni presentazione ho utilizzato un linguaggio positivo, basato sui numeri, dati e sondaggi.

Il prototipo è basato sui 4 pilastri della scienza dell’organizzazione positiva:

  1. Coltivare e crescere i leader positivi all’interno dell’organizzazione
  2. Promuovere la trasformazione aziendale orientando l’organizzazione verso un proposito forte e finalità collettive per il bene comune
  3. Disegnare una strategia organizzativa coerente e fondata sulla scienza della felicità
  4. Costruire un’organizzazione positiva con pratiche e processi che generano benessere, fiducia e cooperazione tra le persone

 Come misuri i risultati del modello?

  • La prima misurazione viene fatta all’inizio del percorso per valutare la situazione di partenza (felicità e benessere delle persone, in una scala da 0% a 100%). Da qui parto per definire un progetto personalizzato.
  • La seconda misurazione viene fatta alla fine. Si esegue lo stesso test tramite interviste anonime, e si compara con i risultati raccolti in partenza.

Quali ostacoli hai incontrato nella realizzazione del tuo progetto e come li hai superati?

La scienza della felicità e la felicità al lavoro, in questo momento, sono temi ancora poco conosciuti, c’è una domanda scarsa.

Ma grazie alla stima di alcune conoscenze pregresse e attraverso collaborazioni con altri colleghi CHO, oltre che promuovendo il progetto su LinkedIn ho potuto iniziare un percorso solido e strutturato.

Oltre alla consulenza, col fine di divulgare la Scienza della Felicità ho erogato con entusiasmo formazione mirata, attraverso corsi personalizzati: “Come essere felici al lavoro”, “HR manager felice al lavoro”, “Equilibrio vita privata-lavoro” per enti di formazione ed aziende private. Inoltre, in collaborazione con Francesca Larocca, CHO, abbiamo proposto dei webinar gratuiti sulla Felicità al lavoro e tematiche correlate, come: “Workaholism”, “Paure, incertezze e competenze di domani”, “Valore della gentilezza al lavoro”, “Futuro delle donne nell’epoca post-Covid”, “Evoluzione, fioritura e felicità”, “Come riconoscere e sopravvivere ad ambienti tossici”.

A meno di un anno dalla nascita del progetto ho collaborato con persone meravigliose e ricevuto dei feedback positivi sia da parte dei clienti sia dai partecipanti ai corsi (+ 90% grado di soddisfazione).

  La felicità al lavoro è un tema che merita impegno e dedizione perché nutre le persone e le aiuta ad esplorare nuovi orizzonti.

Diana Nesyn

www.allavorofelii.it

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