ARTICOLO

24.11.2025

Giovani, cultura e benessere: perché l’attivismo culturale “tuttofare” non basta alla felicità

Di HuffPost

La sedicesima edizione dell’Associazione Civita Rapporto “Semi di futuro” (2025) indaga la relazione fra giovani, cultura, creatività, relazioni e benessere psicofisico.

Il dato sorprendente è che la semplice partecipazione o fruizione di esperienze culturali – mostre, concerti, eventi artistici – non si traduce automaticamente in un aumento della percezione di felicità nei giovani.

L’analisi evidenzia che ciò che conta non è tanto quanto si fa, ma come lo si vive: la felicità percepita cresce quando i giovani si sentono motivati, partecipi, liberi di esprimersi e interiorizzano le esperienze culturali in profondità.

Per il mondo del benessere organizzativo e della cultura d’impresa, come quello che ispira il progetto IIPO, questa ricerca rappresenta un invito a ripensare le strategie: anziché moltiplicare eventi e iniziative, occorre progettare contesti in cui i giovani siano protagonisti autentici, vivano la cultura come spazio di significato a cui contribuire, generino relazioni profonde basate sul rispetto reciproco e si riconoscano nel valore che l’azienda propone.

In questo modo la cultura diventa leva di benessere vero, non solo un’agenda di attività.

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